
2026 UN’OCCASIONE DA NON PERDERE



La grande difficolta’ che incontriamo tutti i giorni nel nostro lavoro quando il cliente ci chiama per ricevere informazioni e preventivi di installazione per le canne fumarie delle stufe a pellet ( e non solo ) è quello di spiegare loro che l’installazione e la gestione di una stufa a pellet o a legna non è un gioco da ragazzi, non è un acquisto da sottovalutare. Non avete idea di quanti clienti ci rispondono: che cosa ci vuole per ” montare una stufa ” e per pulirla ci penso io. La pulizia quotidiana o comunque quella che puo’ fare il cliente non è sicuramente la manutenzione e il controllo che puo’ eseguire un tecnico specializzato che ogni anno per la sua formazione segue corsi su corsi.
Ma entriamo nel dettaglio dell’articolo.
Per l’installazione di una stufa a pellet, diversi sono i fattori da valutare prima di poterla acquistare: bisogna trovare la giusta posizione per collocarla, i kw adeguati per il riscaldamento dei metri quadri, far si che l’installazione non comporti pericoli a cose e persone e che sia accessibile ai tecnici per gli interventi e le manutenzioni. La normativa per esempio prevede che ci sia una presa d’aria nella stanza e vicino alla stufa, una presa elettrica, che non venga installata in prossimita’ di scale, con tende e mobili vicino etc… Ovviamente, è necessaria l’installazione di una canna fumaria per l’espulsione dei fumi.

Ma per una corretta installazione senza andare incontro a sanzioni è necessario affidarsi a tecnici qualificati e certificati. Se desiderate una stufa a pellet nella vostra casa, non dovrete richiedere dei permessi, anche se abitate in un condominio, eccetto limiti particolari esposti dal regolamento interno.
VI ricordiamo che l’installazione di una stufa a pellet fa parte dell’edilizia libera, ma se durante il montaggio si effettuano interventi di manutenzione straordinaria, dovrete esporre al Comune la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).
Per questioni di sicurezza, la stufa non dovrà essere posizionata in luoghi a rischio incendio, come in garage, in un box, in bagno, o in camere da letto. Ma se non rispettate le norme esposte dalla legge, il prezzo delle multe vi potrebbe travolgere, quindi non fatevi trovare impreparati.
Fate caso anche alla classe di efficienza consentita nella vostra regione. In particolare, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana hanno delle norme specifiche da seguire per evitare le emissioni di fumi inquinanti, infatti, sono vietate le installazioni di stufe a pellet che sono poco efficienti e con una classe bassa.


Proprio perchè sempre di piu’ assistiamo a questi fenomeni e soprattutto perchè siamo obbligati a seguire la normativa e ad assumerci la responsabilita’ degli impianti ogni qualvolta interveniamo, abbiamo adottato la regola che, se il cliente non fa eseguire la manutenzione ordinaria da tecnico certificato, o non ci mostra il regolare rapporto di manutenzione ordinaria, se dovesse chiamare durante la stagione invernale per un anomalia , dovra’ pagare prima l’intervento tecnico e a seguire obbligatoriamente la manutenzione straordinaria con costi sicuramente molto piu’ alti di una manutenzione ordinaria. Le foto presenti nell’articolo, sono state eseguite dai nostri tecnici e vi mostrano quello che trovano ogni qualvolta eseguono le manutenzioni sulle stufe o sulle caldaie a pellet. Potrete capire da soli cosa puo’ succedere se tutti quei residui non vengono rimossi, se le guarnzioni delle porte per esempio non vengono sostituite, oltre alle autocombustioni vi ritroverete a respirare monossido di carbonio, cenere e fumo.

I nostri contatti:
3331648748 anche wpz fisso 070/7572759 070/ 6496928

Sappiamo gia’ a cosa state pensando…non è assolutamente vero che si abbattono i costi sulla bolletta della luce e che mantenere una pompa di calore ben funzionante sia molto costoso.

Una Pompa di calore aria-acqua cattura l’energia dell’aria esterna per riscaldare la vostra casa, produrre acqua calda sanitaria e raffrescare i vostri ambienti, garantendovi un risparmio e abbattendo i costi in bolletta del 40/70%. Questo perchè? Perchè il 75% dell’energia che viene utilizzata dalla Pompa di calore è catturata dall’aria esterna, mentre la restante parte proviene dalla rete elettrica. Se poi , come consiglia sempre un professionista, insieme alla Pompa di calore, si installa anche un impianto fotovoltaico, la restante elettricita’ di cui necessita la Pompa di calore , viene prodotta e fornita gratuitamente dai vostri pannelli solari.
E’ SICURAMENTE PIU’ CONVENIENTE ED ECOLOGICA RISPETTO AD UNA CALDAIA.

Contatta i nostri uffici e vieni a visitare lo showroom Viessmann , i nostri tecnici e il personale altamente qualificato di guideranno nella scelta per migliorare la classe energetica del tuo immobile e indicarti la scelta migliore per risparmiare sulle tue bollette.

Grazie al risparmio generato , ci sono impianti fotovoltaici che si ripagano da soli in circa 4 anni mentre per alcuni il tempo si alluga a 6 anni. Alcuni impianti nel corso della loro vita, generano un ritorno economico pari a 5 € per ogni euro investito, mentre altri rendono almeno il doppio. Ma cosa fa la differenza?
Per esempio la scelta dei componenti, delle configurazioni, del prodotto, dell’installatore e dei giusti incentivi influisce notevolmente sul ritorno economico che riceverete dall’ investimento.
Un impianto da 3 kw per esempio puo’ costare anche meno di € 6.000 senza accumulo chiavi in mano e puo’ essere adatto a famiglie i cui consumi energetici siano veramente moderati. Per un impianto invece da 6 KW scelto da famiglie che hanno cosumi piu’ alti si puo’ spendere anche meno di € 10.000 sempre senza accumulo.
Come succede quando acquistiamo una macchina, la scelta di componenti di maggior qualita’ puo’ si far salire il prezzo iniziale ma sicurametne garantisce un ritorno economico maggiore nel corso della vita di un impinato. Considerate che impianti fotovoltaici di ottima qualita’ come per esempio 
di cui siamo centro assistenza, vanta tecnologia israeliana una delle migliori al mondo e garantisce i pannelli anche per 25 anni.
Con un’unico sistema si puo’ quindi riscaldare e raffrescare la casa evitando inutili duplicazioni di impinati e inutili costi aggiuntivi. Le pompe di calore aria acqua sono pertanto compatibili con sistemi esistenti di ventilconvettori, radiatori, split o con sistemi a pavimento. Il prezzo di una buona pompa di calore si aggira intorno ai 7.000€ compresa l’installazione , tuttavia la scelta del modello dipende dalla zona climatica in cui si vive. Per esempio in Regioni piu’ fredde una pompa di calore aria acqua è da considerarsi la scelta migliore , mentre in quelle piu’ calde una piu’ economica aria aria puo’ rivelarsi l’ideale.

Ma vediamo di spendere due parole anche sull’accumulo , bisogna capire se conviene installarlo insieme alll’impianto fotovoltaico oppure no.

In alcuni casi il problema dell’accumulo puo’ essere il costo iniziale. Una batteria da 10 KW di alta qualita’ puo’ costare fino a 10.000€ mentre quella da 5 KW meno di 7.000€. Ma grazie alla detrazione fiscale fino al 65 % un accumulo ben dimensionato è un investimento che vi garantiamo puo’ ripagarsi da solo in poco piu’ di 8 anni. Sicuramente dal punto di vista economico risulta meno vantaggioso rispetto all’impianto fotovoltaico se considerato da solo, inoltre noi non lo consigliamo a chi ha consumi veramente ridotti , ad esempio inferiori ai 600€ all’anno. Eppure tanti clienti preferiscono averlo e hanno anche buone ragioni: per esempio l’accumulo puo’ portare un beneficio economico perchè aumenta l’autoconsumo dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico con un vantaggio maggiore se avete installato una pompa di calore. Le batterie aumentano la vostra indipendenza energetica e forniscono un sistema di back-up per la casa, che puo’ tornare utile in caso di interruzione di corrente. La garanzia dei produttori per gli accumuli dipende dai marchi ma puo’ superare anche i 10 anni di vita, con una vita utile di solito in media di 15 anni.
La capacita’ di un buon progettista tecnico come noi della Al.Cor.srl permettera’ di individuare la miglior soluzione per ogni caso specifico con un progetto che permettera’ ad aumentare la capacita’ di redditivita’ del tuo impianto con un rilevante risparmio sulle bollette.
Ma entriamo nello specifico portando un esempio:
prendiamo un impianto da 3 KW installato in centro Italia che sfrutta i tradizionali incentivi della deetrazione al 50% e dello scambio sul posto e ipotizziamo:
6.100€ il prezzo chiavi in mano del fotovoltaico iva inclusa;
0.28 € /Kw ora come prezzo dell’energia;
autoconsumo del 30%.
Per questo impianto , abbastanza standard, il ritorno economico al netto del costo iniziale sara’ di circa 30.000€ in 20 anni e molto di piu’ se si considera che un impianto ha un ciclo di vita che puo’ superre anche i 40 anni.
Immaginiamo poi che la Al.Cor.srl trovi una soluzione per aiutarvi a portare l’autoconsumo al 70% , ad esempio sfruttando per i piu’ tecnologici la domotica per poter accendere per esempio i vostri elettrodomestici nei momenti in cui l’impianto sta producendo energia elettrica. In questo caso, il profitto entro i 20 anni salirebbe da 30 mila euro iniziali a circa 65 mila euro . Inoltre noi della Al.Cor.srl ti aiuteremo anche a sfruttare i migliori incentivi con semplicita’, ti aiuteremo a sbrigare tutte le noiose e complicate pratiche buracratiche. Tra le detrazioni tradizionali troviamo l’ecobonus al 65% per la pompa di calore, il bonus 50% per l’accumulo e il bonus 65% per la domotica.
E’ probabile che chi dovesse installare un impianto dopo il 31 DIcembre del 2024 potrebbe trovarsi le detrazioni fiscali al 36%.
Ci sono poi tutta una serie di nuovi incentivi per l’autoconsumo diffuso che offrono una tariffa incentivante per condividere l’energia prodotta con edifici all’interno della stessa cabina primaria ( una ogni 30.000 abitanti ) oppure per esempio chi abita in un Comune con meno di 5mila abitanti puo’ aderire a una Comunita’ energetica o a un Gruppo di Autoconsumatori sempre piu’ diffuse e puo’ ricevere un contributo a fondo perduto che copre fino al 40% del costo dell’impianto.
Contatta i nostri uffici per ricevere un cheek energetico della tua casa, identificheremo l’impinato piu’ adatto alle tue esigenza, ti giuderemo nella scelta dell’incentivo migliore,svilupperemo un progetto per massimizzare il tuo ritorno economico, eseguiremo una installazione a regola dell’arte e risolveremo nel modo piu’ semplice tutte le pratiche burocratiche.

Sapevi che puoi riciclare l’acqua di condensa prodotta dai tuoi climatizzatori? In questo articolo ti spieghiamo come puoi riutilizzarla.
Definita anche acqua demineralizzata, con caratteristiche in comune con l’acqua distillata, l’acqua di scarico del condizionatore non è altro che umidità condensata.
INNAFFIARE LE PIANTE L’acqua del condizionatore si può usare per innaffiare le piante. Non contiene cloro e altri minerali ed è l’ideale per piante grasse e carnivore, che hanno bisogno di poco nutrimento.
PER LA VOSTRA AUTO Con l’acqua condensata si può lavare l’auto in modo facile ed ecologico ed è utile anche per rimboccare l’acqua del radiatore.
PER LE PULIZIE DOMESTICHE Per pulire la veranda, i balconi ma anche l’interno della casa si può usare l’acqua del condizionatore.
NEL FERRO DA STIRO Si può usare l’acqua condensata per riempire il serbatoio del ferro da stiro.
SAPONE PER IL BUCATO Con l’acqua del condizionatore, unita a scaglie di sapone di Marsiglia, si può ottenere un detersivo per lavare il bucato. Basta mettere un litro di acqua demineralizzata insieme a tre cucchiai da cucina di scaglie di sapone di Marsiglia in una bacinella, mescolare più volte al giorno per qualche giorno, così da ottenere un detergente liquido.
PER LAVARSI I CAPELLI L’acqua comune è ricca di calcare, invece quella condensata ne è priva, il che la rende perfetta per lavare i capelli senza danneggiare le fibre proteiche.
Non è un’acqua potabile, quindi non va consumata né da persone, né da animali.

Nell’ articolo precedente , vi abbiamo parlato della normativa relativa all’installazione dei climatizzatori, in questo invece cerchiamo di farvi capire cosa succede se non fate installare il clima ad un tecnico qualificato e certificato. Per esperienza vi assicuriamo che non facciamo terrorismo psicologico ma sempre piu’ spesso veniamo chiamati a risolvere i problemi sulle installazioni eseguite fai da te o da ” pseudo installatori ” che spariscono. Riocrdatevi che davanti alla legge e per le case prodruttrici il primo responsabile del vostro impianto è l’installatore pertanto è sempre meglio mettersi ai ripari.
Ma entriamo nel dettaglio…
Così, dopo un primo regolamento del 2012 – con la creazione di un Registro dei gas -, dopo un successivo aggiornamento della legge nel 2014, dallo scorso gennaio 2016 questi sistemi e i loro proprietari sono sottoposti a una nuova regolamentazione, la cui disciplina coinvolge per primi operatori, installatori e manutentori.
Per gli installatori certificati vengono fissati nuovi obblighi, dal controllo di ogni singolo sistema alla compilazione della dichiarazione di installazione, un vero e proprio libretto-carta d’identità dell’impianto – finora non sempre rigorosamente osservato – al ferreo rispetto delle regole per il rifornimento con gas degli impianti, alla loro riparazione, ed eventualmente allo smaltimento dei gas residui. Una responsabilità che oltre a ricadere sugli operatori, ora investe in pieno e ancor più pesantemente gli stessi proprietari di impianti, siano loro società o imprese (con sistemi con potenza superiore alle 5 tonnellate equivalenti di CO2), siano singoli e comuni privati, proprio perché possessori di un condizionatore domestico installato in casa.

Le regole sono molto esplicite. E la tolleranza è arrivata a quota zero anche grazie alle sempre piu’ pressanti restrizioni da parte della Comunita’ Europea: le sanzioni sono pesantissime, da 7mila a 100mila euro. Anche perché ancora oggi sono molte le irregolarità e numerosi gli obblighi disattesi, non ultimi dai rivenditori ed esercizi commerciali.
Nel 2022 c’è stata la corsa alle installazioni degli impianti fotovoltaici grazie al Superbonus 110 con sconto in fattura. In un solo anno orientativamente sono stati installati oltre 205mila impianti di cui circa i 2/3 con il superbonus e 1/3 con l’incentivo tradizionale della detrazione 50% abbinata allo scambio sul posto.
In quel periodo tutti i prezzi sono aumentati a dismisura , i tempi di consegna alle calende greche, noi per esempio eravamo disperati perchè non riusciavamo a chiudere i cantieri ma soprattutto l’attenzione, le energie e il lavoro di noi progettisti era rivolta a risolvere gli inghippi burocratici che il superbonus ha portato con se mettendo in ginocchio molte aziende.

Inoltre la nota positiva è che, in alternativa all’acquisto con pagamento immediato adesso noi progettisti offriamo opzioni di pagamento agevolate grazie alle collaborazioni siglate con agenzie finanziarie e banche . Per esempio noi usufruiamo di agevolazioni per i nostri clienti su finanziamenti proposti da Deutsche Bank , Findomestic e Cofidis.
Quando eseguiamo un Check energetico per progettare un impianto ai nostri clienti, per aumentare il profitto generato da questo, usiamo diverse tecnoclogie come ad esempio:
l’installazione di inverter ibridi, capaci di coordinare i flussi di energia elettrica provenienti dal fotovoltaico , dall’accumulo e dalla rete per massimizzare l’autoconsumo, incrementando il profitto;
l’installazione della domotica per il risparmio energetico che grazie al monitoraggio è utile per attivare autonomamente quando non siete in casa gli elettrodomestici nel momento in cui i pannelli producono piu’ energia;
l’installazione di pompe di calore che sfruttando l’aria esterna e l’energia dei pannelli fotovoltaici producono gratuitamente acqua calda sanitaria, riscaldamento e climatizzazione estiva. Quelle ad alta tecnologia che noi ad esempio proponiamo sono firmate Viessmann che in abbinamento ad un impianto fotovoltaico vi permettono non solo di sfruttare completamente l’energia prodotta dal sole ma addirittura di guadagnare.
Vediamo come una scelta progettuale cucita secondo le esigenze del cliente puo’ addirittura aiutarlo a guadagnare anche 35mila euro in piu’:
identificare l’impianto piu’ adatto a seguito del Check energetico;
guidarvi all’accesso dell’incentivo migliore;
massimizzare il ritorno economico;
ricevere una installazione a regola dell’arte con lo sviluppo di tutta la documentazione a corredo;
Nell’artico di oggi vi mostriamo come sia possibile installare un impianto fotovoltaico anche se non avete la possibilita’ di sfruttare il tetto della vostra casa . La pergola fotovoltaica è una struttura ricoperta da pannelli fotovoltaici in grado di catturare energia solare e convertirla in energia elettrica.
Prima dell’installazione di una pergola fotovoltaica è essenziale condurre una valutazione preliminare delle condizioni energetiche e di fattibilità dell’abitazione. Questa valutazione include le procedure da seguire per avviare il processo di installazione, calcoli per il dimensionamento di tutti gli elementi e analisi dettagliate del rendimento per comprendere i reali benefici dell’investimento.
i pannelli solari: raccolgono l’energia solare e la trasformano in elettricità;
la struttura di sostegno: costituita da materiali resistenti come l’acciaio o l’alluminio;
l’inverter: converte l’energia solare raccolta dai pannelli da corrente continua (DC) a corrente alternata (AC).
Ma vediamo che differenza c’è tra pergola e pergolato.
La differenza principale risiede nella loro posizione e struttura. La pergola è una struttura autonoma libera su tutti e quattro i lati, mentre il pergolato è situato in appoggio ad un edificio esistente e deve essere libero su tre lati. Entrambe possono ospitare pannelli fotovoltaici, ma è importante che i moduli non coprano completamente la struttura per rispettare le normative.
In particolare, la giurisprudenza definisce:
pergolato: manufatto di natura ornamentale che sia realizzato in struttura leggera quindi di legno o di qualsiasi altro materiale di minimo peso. Deve essere facilmente amovibile in quanto deve essere privo di fondamenta. Lo scopo di questo manufatto è quello di fungere da sostegno a piante rampicanti con le quali si vuole realizzare riparo e/o ombreggiatura per superfici non molto estese (Cons. di Stato n. 5377/2014, n. 5409/2011).
La pergola pergola fotovoltaica e il pergolato fotovoltaico possono essere realizzati in regime di edilizia libera, quindi senza la necessità di richiedere permessi. In determinati casi, in particolare per pergole di dimensioni maggiori, può essere necessario richiedere la CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata).
Qualora la pergola fotovoltaica ricadesse in una zona con vincolo paesaggistico, è necessario ottenere il parere delle normative urbanistiche e paesaggistiche locali, quindi è consigliabile consultare l’ufficio di tutela del patrimonio del proprio Comune.
Un altro aspetto da considerare è la distanza dal confine della pergola fotovoltaica, una struttura che ricordiamo deve essere libera su tutti e quattro i lati, mantenendosi ad almeno 3 metri di distanza dal confine con i vicini.
Quali sono i vantaggi?
risparmio energetico: l’energia prodotta dalle pergole fotovoltaiche può essere utilizzata per alimentare la casa, riducendo significativamente la quantità di elettricità che si acquista dalla rete. Questo comporta una riduzione delle bollette energetiche e un notevole risparmio a lungo termine;
autoproduzione di energia: avere una pergola fotovoltaica significa essere in grado di produrre la propria energia, diventando così meno dipendenti dalla rete elettrica.
La definizione del costo di una pergola fotovoltaica dipende da vari fattori, tra cui le dimensioni della struttura, la qualità dei materiali utilizzati, il tipo e la potenza dei pannelli solari, nonché i costi di installazione e manodopera. In generale, il costo di una pergola fotovoltaica può variare significativamente e può essere determinato solo attraverso una valutazione specifica basata sulle esigenze dell’utente e le condizioni del sito.
L’energia solare è un ottimo investimento soprattutto adesso secondo quanto deliberato dalla Comunita’ Europea con la Direttiva UE 2018/2001 nota come Direttiva RED II ( Renewable Energy Directive II ), la quale dispone, tra le varie norme ,che gli Stati Membri provvedano collettivamente a far si che, nel 2030, la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo dell’Unione sai pari almeno al 32% e che la quota da fonti rinnovabili nei trasporti sia almeno pari al 14% del consumo finale in tal settore.
E’ un ottimo investimento che deve pero’ essere messo in sicurezza e installato da Aziende altamente qualificate e certificate.
Al di la’ di prodotti contraffatti e di scarsa qualita’ installati da ” presunti tecnici ” o da ” presunte Aziende certificate e qualificate ” , sono molti i fattori che possono trasformare un sistema ” ecologico ” in un pericolo reale; fattori spesso trascurati. Facciamo alcuni esempi:
Cavi sottodimensionati: l’utilizzo dei cavi errati puo’ provocare surriscaldamenti e incendi:
Tensione troppo alta: il superamento della tensione consigliata puo’ sovraccaricare il sistema e causare malfunzionamenti:
Ventilazione insufficiente: la mancanza di spazio tra i pannelli e il tetto puo’ portare al surriscaldamento:
Collegamenti allentati o errati che possono causare cortocircuiti e incendi:
Guasti esterni o interni non visibili che posso anch’essi causare pericolosi cortocircuiti:
Infiltrazioni d’acqua ( umidita’ e pioggia )possono danneggiare i componenti e causare cortocircuiti.
LA MANCATA MANUTENZIONE E IL MANCATO CONTROLLO possono creare danni all’impianto , non garantire il suo corretto funzionamento tradotto in termini di efficenza e nella peggiore delle ipotesi portare ad autocombustioni.
Non abbiate quindi fretta di installare il vostro impianti fotovoltaico, affidatevi ad Aziende certificate e qualificate che progetteranno l’impianto fin dall’inizio , verificandone la fattibilita’, adeguandolo secondo le vostre esigenza e i vostri consumi , rispettandone tutti gli standard di sicurezza e gestendo tutte le pratiche di attivazione con l’inserimento nel portale GSE.
Richiedi la nostra assistenza e consulenza , i nostri tecnici e il personale altamente qualificato è a tua disposizione.
Bonus elettrodomestici 2025: sconto in fattura in arrivo
Legge di Bilancio 2025: introdotto un bonus per cambiare i vecchi elettrodomestici, vediamo a chi spetta in attesa delle istruzioni operative di Invitalia Con un emendamento approvato il 10 aprile operativo a partire dal mese di Giugno 2025 al Dl Bollette si recano novità per l’utilizzo del Bonus elettrodomestici approvato dalla Legge di bilancio 2025 e in vigore dal 1° gennaio. Mancavano le regole operative, vediamo cosa contiene la norma di riferimenti e cosa contiene l’emendamento approvato di applicazione del bonus per gli interessati. L’articolo 1, nei commi da 107 a 111 prevede, per il 2025, un contributo economico per incentivare l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica prodotti in Europa, favorendo il risparmio energetico, il riciclo degli apparecchi obsoleti e il sostegno all’industria. Si vuole incentivare l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (classe non inferiore alla B e prodotti in Europa con l’obiettivo di ridurre i consumi elettrici domestici, migliorare l’efficienza energetica in tale ambito, sostenere la competitività del sistema produttivo industriale e promuovere il corretto smaltimento e riciclo degli apparecchi sostituiti. Si stabilisce che questo contributo copra fino al 30% del costo di un singolo elettrodomestico, con un limite massimo di 100 euro per ciascun elettrodomestico. Il limite è elevato a 200 euro per le famiglie con un ISEE inferiore a 25.000 euro.
Si specifica che per finanziare il contributo, è istituito un fondo pari a 50 milioni di euro per il 2025 (tetto massimo di spesa per la misura de qua) presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy. I fornitori di energia elettrica avranno l’obbligo di pubblicare sul loro portale e sulle bollette inviate ai propri clienti il contributo spettante ad ogni nucleo familiare. L’emendamento approvato il 10 aprile specifica quanto segue:
Contattaci per richiedere un sopralluogo e un preventivo per l’installazione del tuo nuovo climatizzatore.